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Castrì di Lecce – Un borgo che custodisce la sua misura

Castrì di Lecce10 giugno 2026

Castrì di Lecce — in dialetto salentino Casṭṛì, in grico ta Kastrìa — è un comune di circa 2.700 abitanti nella parte nord-orientale della provincia di Lecce. Il nome porta in sé una storia di fusione: il borgo nasce dall'unione di due distinte casate medievali, Castriguarino e Castrifrancone, che alla fine del XIX secolo si riunificarono nell'attuale municipio. Il paese sorge nella Serra di Galugnano, su un terreno calcareo-argilloso ricco di acque sorgive — una rarità nel Salento generalmente arido — che ha favorito fin dall'antichità la presenza umana e la coltivazione.


Le due casate e la storia del borgo


La storia di Castrì di Lecce è inscindibile dalla vicenda dei due insediamenti medievali che le hanno dato origine: Castriguarino e Castrifrancone, due nuclei abitativi distinti che per secoli hanno avuto esistenze separate — con i propri signori, le proprie chiese, le proprie tradizioni — prima di riunirsi in un unico comune alla fine dell'Ottocento. Questa duplice origine è ancora leggibile nel tessuto urbano del paese, che conserva una certa bipartizione fisica tra le aree corrispondenti ai due antichi insediamenti. La fusione avvenuta nel XIX secolo riflette le logiche amministrative dell'Italia postunitaria, che tendeva ad accorpare i piccoli insediamenti rurali in municipalità più consistenti per ragioni di efficienza burocratica e fiscale.


La Serra di Galugnano e le acque sorgive


Castrì di Lecce sorge nella Serra di Galugnano, uno degli affioramenti calcarei che caratterizzano il paesaggio del Salento centro-orientale. Il terreno calcareo-argilloso di questa zona ha una particolarità non comune nel Salento: la presenza di acque sorgive, piccole sorgenti naturali che emergono dal calcare e alimentano pozzi e cisterne naturali. Questa disponibilità idrica ha favorito la coltivazione e la presenza umana stabile fin dall'antichità, rendendo la Serra di Galugnano uno dei territori più fertili e abitati dell'entroterra salentino. Il territorio comunale si estende per 12,22 km² a quote comprese tra 33 e 51 metri sul livello del mare, con una morfologia dolce e collinare che offre panorami sulla pianura adriatica circostante.


La tradizione grecanica e il grico


Il nome in grico di Castrì — ta Kastrìa — testimonia la prossimità del paese all'area della Grecìa Salentina e all'influenza della cultura ellenofona che ha caratterizzato il Salento orientale nel corso del Medioevo. Pur non essendo formalmente uno dei comuni dell'Unione della Grecìa Salentina, Castrì di Lecce confina con alcuni di essi — come Calimera — e condivide con questi territori una parte dell'eredità culturale greca medievale che si manifesta nei topofoni, nei soprannomi, in alcune tradizioni locali. Il paese confina anche con Caprarica di Lecce, Vernole e Lizzanello, in un angolo del Salento nord-orientale dove l'influenza di Lecce si avverte forte pur nella conservazione di una spiccata identità locale.


La vita del borgo e le tradizioni locali


Castrì di Lecce è un paese che vive con discrezione la propria quotidianità: una comunità raccolta, con un centro storico compatto e ben conservato, le feste patronali che scandiscono il ritmo dell'anno, il mercato settimanale, i bar della piazza dove la vita sociale si concentra nelle ore di punta della giornata. La vicinanza a Lecce — il capoluogo è raggiungibile in circa 15-20 minuti d'auto — rende Castrì un paese satellite del capoluogo, con molti residenti che lavorano o studiano a Lecce pur continuando a vivere nel borgo. Questa condizione di commuter town non ha però impoverito l'identità locale: le tradizioni del paese, le associazioni culturali e sportive, le feste di comunità mantengono vivo il senso di appartenenza a Castrì che è qualcosa di diverso e autonomo rispetto alla grande città vicina.

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