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Corigliano d’Otranto – Il cuore forte della Grecìa Salentina

Corigliano d'Otranto10 giugno 2026

Corigliano d'Otranto è un comune di circa 5.500 abitanti in provincia di Lecce, nel cuore della Grecìa Salentina. Il paese è uno degli epicentri della cultura greca medievale sopravvissuta nel Salento: in grico — la variante locale di lingua neogreca — si chiamava Choriàna, e ancora oggi questa radice linguistica antica emerge nelle tradizioni locali, nelle canzoni popolari, nei nomi dei luoghi. Corigliano d'Otranto è un paese che vive intensamente la propria identità culturale, alternando momenti di profonda tradizione — la Pasqua, le feste patronali, il canto grico — a manifestazioni di grande apertura contemporanea, come la Notte della Taranta che ogni anno porta a Melpignano vicina centinaia di migliaia di persone.


Il castello e il centro storico


Il Castello de' Monti di Corigliano d'Otranto — costruito nel XV secolo dalla famiglia de' Monti e poi passato a vari signori nel corso dei secoli — è uno degli elementi architettonici dominanti del borgo, con le sue torri cilindriche angolari che emergono dal tessuto urbano circostante. Il castello non è stato concepito solo come fortezza militare ma anche come residenza signorile, e la sua architettura riflette questa doppia natura: difensiva nei bastioni e nelle torri, elegante nei portali e nelle finestre rinascimentali. Il centro storico di Corigliano conserva una serie di edifici religiosi di notevole interesse, tra cui la Chiesa Madre di San Nicola e alcune cappelle gentilizie con decorazioni in pietra leccese.


La lingua grica e la cultura ellenofona


Corigliano è uno dei borghi in cui la lingua grica — una varietà di greco medievale sopravvissuta per secoli in isolamento nel Salento — è stata studiata e documentata con maggiore attenzione. Il grico non è il greco moderno né il greco antico classico, ma una varietà conservativa che mantiene elementi morfologici e lessicali della koinè medievale, misti a influenze latine, romanze e locali. La comunità gricofona si è progressivamente ridotta nel corso del Novecento per effetto dell'italianizzazione e dello spopolamento rurale, ma a Corigliano sopravvivono ancora parlanti anziani e un diffuso sentimento identitario legato a questa eredità linguistica. Associazioni culturali locali promuovono il recupero del grico attraverso corsi, pubblicazioni, canzoni e iniziative educative nelle scuole.


Gli uliveti e il paesaggio agrario


Il territorio di Corigliano d'Otranto è dominato dagli ulivi pluricentenari che caratterizzano l'intero paesaggio agrario del Salento centro-orientale. Questi alberi monumentali — con i tronchi contorti e cavi di uno, due, anche tre metri di diametro — sono testimonianze viventi della storia agricola del Salento: molti risalgono all'epoca medievale o addirittura romana, e continuano a produrre olive con cui si produce l'olio extravergine salentino. Camminare tra gli uliveti di Corigliano significa muoversi in un museo a cielo aperto di forme botaniche straordinarie, dove la natura e il lavoro dell'uomo si sono incrociati per secoli producendo un paesaggio di rara bellezza. Le masserie storiche sparse nel territorio conservano l'architettura rurale tradizionale con i frantoi ipogei dove l'olio veniva prodotto per secoli.


La Notte della Taranta e il patrimonio immateriale


Corigliano d'Otranto è immersa nell'area culturale della Notte della Taranta, il festival di musica tradizionale salentina che ogni anno ad agosto culmina nel concertone finale di Melpignano. La pizzica — la danza e la musica tradizionale salentina originariamente associata al rituale del tarantismo, la cura musicale dalla presunta puntura della tarantola — è la forma espressiva identitaria di questa area culturale, e Corigliano ne è uno dei centri storici. Il festival, che include concerti itineranti in tutti i comuni della Grecìa Salentina nelle settimane precedenti il finale, porta ogni anno a Corigliano e nei comuni vicini decine di migliaia di turisti, creando un'occasione di incontro tra tradizione locale e musica contemporanea che ha trasformato la pizzica in un fenomeno culturale di rilevanza internazionale.

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