Leverano è un comune di oltre 13.000 abitanti della provincia di Lecce che si trova nella Terra d'Arneo, quella porzione del versante ionico salentino compresa tra San Pietro in Bevagna e Torre dell'Inserraglio che prende il nome da un antico casale normanno oggi scomparso. La cittadina sorge in un'area pressoché pianeggiante a nord-ovest di Nardò, con un profilo orografico compreso tra i 34 e i 77 metri sul livello del mare, e ha costruito la propria economia essenzialmente sull'agricoltura e sul florovivaismo, settori che la rendono uno dei comuni produttivamente più attivi dell'intera provincia leccese. Il nome del paese — Liranu in dialetto — deriverebbe, secondo lo storico leveranese Geronimo Marciano (1571-1628), dalla forma latina Liberanium, evolutasi poi in Liberano, Leveranum e infine Leverano. In greco il termine indica una zona umida e acquitrinosa, a memoria delle paludi che coprivano il territorio prima delle bonifiche.
Dalle paludi alle bonifiche: una storia d'acqua
Prima che le bonifiche trasformassero il paesaggio della Terra d'Arneo nel corso del Novecento, il territorio di Leverano era in parte paludoso e malarico, con vaste aree umide che impedivano un'agricoltura razionale e rendevano precaria la salute degli abitanti. L'insalubrità del luogo è probabilmente all'origine del toponimo greco (zona acquitrinosa) e ha condizionato per secoli le possibilità di sviluppo del comune. Le bonifiche fasciste degli anni Trenta cambiarono radicalmente il paesaggio, prosciugando le aree umide e rendendo coltivabili terreni che prima erano improduttivi. Questa trasformazione ambientale di grande portata ha lasciato il segno sulla struttura del paesaggio agrario attuale, con campi geometricamente regolari che testimoniano l'opera di riorganizzazione fondiaria del Novecento.
La torre federiciana e le origini medievali
Secondo lo storico Marciano, la cittadina nasce come accampamento di profughi provenienti dai casali di Sant'Angelo e Torricella, distrutti da Totila re dei Goti nel 540 dopo Cristo. Il piccolo insediamento fu poi attaccato e cancellato dai Saraceni nel IX secolo, ma fu ricostruito e rafforzato dai Normanni che vi costruirono una torre in legno. Nel 1220 Federico II la fece riedificare in pietra: la torre quadrata alta 28 metri, con i prospetti orientali secondo i punti cardinali e coronata da merli, è ancora oggi uno dei monumenti più riconoscibili di Leverano e testimonia l'importanza strategica del sito nell'ambito del sistema difensivo svevo del Salento. Nel XIII secolo il comune entrò a far parte della Contea di Copertino insieme ai territori di Galatone e Veglie.
Il florovivaismo e la Terra d'Arneo
La Terra d'Arneo, di cui Leverano è uno dei centri principali, è una zona agricola di eccezionale produttività grazie alla combinazione di un suolo fertile, di una rete di irrigazione ben sviluppata e di un clima mite. In questa area il florovivaismo ha assunto negli ultimi decenni una dimensione industriale di rilievo regionale: serre di fiori recisi — garofani, gerbere, rose, crisantemi — punteggiano il paesaggio agrario e producono per i mercati italiani ed europei. Accanto ai fiori, la produzione di piante ornamentali e di materiale vivaistico per il settore del verde pubblico e privato è diventata una specializzazione produttiva che distingue questo comune nel panorama agricolo del Salento. Il vino DOC Leverano — prodotto da vitigni Negroamaro con possibili aggiunte di Malvasia Nera — completa una filiera agricola di grande qualità.
Le masserie della Terra d'Arneo
Uno degli elementi più caratteristici del paesaggio della Terra d'Arneo è la presenza di numerose masserie, molte delle quali costruite con caratteristiche difensive — torri, mura, portoni rinforzati — che testimoniano l'insicurezza dei secoli passati in questa zona periferica del Salento. Le masserie di Leverano e dei comuni vicini sono strutture rurali di grande interesse architettonico, spesso costruite in pietra leccese con cura artigianale notevole. Alcune sono state recuperate e trasformate in agriturismi, diventando punti di accoglienza turistica che offrono prodotti locali, camere e la possibilità di immergersi in un paesaggio agricolo autentico lontano dai circuiti del turismo di massa.
Lequile: affresco del Salento agricolo alle porte di Lecce
SuccessivoLizzanello: borgo in crescita nella cintura leccese
Opinioni dei visitatori
Commenti
Ancora nessun commento — sii il primo a condividere la tua esperienza!