Manduria è una città di circa 29.000 abitanti nel Salento settentrionale tarantino, nota in tutto il mondo del vino per una delle denominazioni più celebri d'Italia: il Primitivo di Manduria DOC. Ma Manduria è anche un sito messapico di grandissima importanza: le sue mura megalitiche, la necropoli e la Fonte Pliniana — una sorgente descrita da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia — fanno di questa città una delle eredità più straordinarie della civiltà preromana del Salento. Si chiamò Casalnuovo per quasi otto secoli, fino al 1789, quando fu ripreso il nome della città antica.
La Fonte Pliniana: una sorgente citata da Plinio
Nella campagna attorno a Manduria si trova una delle curiosità naturali più celebrate dell'antichità: la Fonte Pliniana (o Fonti Pliniane), una sorgente d'acqua dolce che Plinio il Vecchio descrive nella Naturalis Historia come una fonte che sale, scende e si mantiene tre volte al giorno in modo regolare come le maree. Questa sorgente — alimentata dalla falda carsica locale che risponde ai cicli di pressione atmosferica — è stata identificata nell'area di Manduria e ha affascinato naturalisti, geografi e turisti per duemila anni. Nell'area della fonte è stata realizzata un parco naturale che permette di visitare il sito e comprendere il fenomeno idrologico che colpì l'immaginazione del grande naturalista romano.
Le mura messapiche e il parco archeologico
Manduria fu una delle più importanti città della civiltà messapica, il popolo che abitò il Salento nell'età del ferro e del bronzo prima della romanizzazione. Le mura megalitiche che un tempo circondavano la città — costruite con grandi blocchi di pietra calcarea disposti senza malta — sono ancora parzialmente visibili e percorribili nel Parco Archeologico di Manduria. Il parco comprende tre cinte murarie di epoca diversa, una necropoli con centinaia di tombe a camera che hanno restituito preziosi corredi funerari, e la Fonte Pliniana. Questo complesso archeologico è uno dei siti messapici meglio conservati e documentati del Salento, e racconta con ricchezza di particolari la storia di una città che fu tra le principali potenze della Puglia preromana.
Il Primitivo di Manduria DOC: il grande vino ionico
Il Primitivo di Manduria DOC è il vino che ha reso famosa questa città in tutto il mondo. La denominazione, istituita nel 1974, riguarda i vini prodotti dal vitigno Primitivo nella fascia di territorio tra la costa ionica e le Murge tarantine. Il Primitivo di Manduria è un vino di grande struttura: rosso rubino intenso con riflessi granati, profumi di frutti rossi maturi, prugna, cioccolato e spezie, tannini setosi e un finale lungo e caldo. La versione Dolce Naturale — un vino da dessert ottenuto dall'appassimento parziale delle uve — è una specialità rarissima che i migliaia di anni fa faceva già la gioia dei simposiasti greci di Taranto. Oggi le cantine del territorio producono versioni di altissima qualità, con Riserva che invecchiano magnificamente in botte di rovere.
Il centro storico e la comunità ebraica
Il centro storico di Manduria conserva testimonianze di una sorprendente stratificazione culturale. Il Museo Civico Panottico Ribezzo raccoglie i reperti messapici, romani e medievali del territorio. La città custodisce anche tracce di un'antica comunità ebraica medievale: il Ghetto ebraico — un quartiere nel centro storico con una sinagoga e resti di abitazioni della comunità — è un raro esempio di insediamento ebraico meridionale. La Cattedrale di San Giovanni Battista, con la sua facciata rinascimentale, è il principale monumento religioso della città. Il lungofiume del Chidro — uno dei pochi fiumi perenni del Salento — offre percorsi naturalistici di grande interesse nella campagna attorno alla città.
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