San Donato di Lecce è un comune di circa 5.400 abitanti nel Salento centro-meridionale, proclamato Città d'Arte nel 2019 insieme alla sua frazione di Galugnano. Il paese sorge nella Valle della Cupa, un'ampia depressione carsica che si estende attorno a Lecce e che caratterizza il paesaggio di questa parte del Salento con terreni fertili, canali d'acqua e una ricca falda acquifera. Il comune dista 18 km dal mare Adriatico e 22 km dall'Ionio, posizionandosi esattamente al centro della penisola salentina. In grico — la lingua greco-salentina che ancora sopravvive in questa parte del Salento — il paese si chiama Addunào, riflettendo la sua storica appartenenza all'area della Grecia Salentina.
Da Vigliano a San Donato: le origini antiche
Le origini del territorio di San Donato di Lecce sono antichissime. Insediamenti preistorici sono documentati dalla presenza di una specchia megalitica, dall'area archeologica neolitica di Specchiarosa e dai resti di alcuni tratti di muraglia messapica databile attorno al 1000 a.C. In epoca romana, in questo territorio sorse il Casale Vigliano, il cui nome deriverebbe da quello del centurione romano Vilius che qui vi stabilì la sua residenza, raccogliendo le acque di un ruscello attraverso una diga di cui rimane ancora traccia nel paesaggio. Il casale fu distrutto durante le invasioni barbariche dell'alto Medioevo, ma rinacque nel XI secolo grazie all'impulso dei Normanni, che lo inserirono nella Contea di Lecce con il nuovo nome di San Donato.
Il castello e la lunga storia feudale
Sul sito dell'antica residenza romana, i Normanni costruirono un castello che divenne il fulcro del borgo medievale. La struttura difensiva fu ristrutturata nel XVIII secolo e trasformata in palazzo signorile dal barone Pasquale Maiorana, al quale il re concesse il titolo di Duca nel 1759. Prima dei Maiorana, San Donato aveva attraversato la signoria di numerose famiglie nobili salentine e meridionali: i Vaaz de Andrada, i Capece, i Bonvicini, i Ramoros e i Massa di Lecce. Ogni passaggio di proprietà segnava una stagione diversa per il borgo, con nuove costruzioni, nuove chiese e nuove famiglie che si insediavano al seguito del feudatario di turno.
La Grecia Salentina e la lingua grica
San Donato di Lecce fa parte della cosiddetta Grecia Salentina, l'area del Salento centro-meridionale dove fino a epoca relativamente recente si parlava il grico, una varietà linguistica di origine greca che rappresenta l'ultima testimonianza vivente della lunghissima presenza della civiltà ellenica nel Salento. Il nome grico del paese — Addunào — e quello della frazione Galugnano rivelano un substrato linguistico che risale almeno all'epoca bizantina, quando questa parte del Salento fu intensamente colonizzata da monaci e coloni greci. Oggi la lingua grica è parlata attivamente soltanto da una parte della popolazione anziana, ma è oggetto di iniziative culturali e didattiche che mirano a trasmetterla alle nuove generazioni.
Galugnano e il paesaggio naturale
La frazione di Galugnano, compresa nel territorio comunale, si trova a una quota leggermente superiore rispetto al capoluogo, ai piedi delle serre salentine. L'area a sud-est del comune è caratterizzata dai modesti rilievi delle serre, che offrono panorami aperti verso entrambi i mari del Salento. Il territorio complessivo, di circa 21 km², è coperto per la gran parte da campagne agricole dove dominano gli ulivi — molti dei quali pluricentenari — intercalati da vigneti e orti. La riqualificazione del titolo di Città d'Arte conferito nel 2019 ha dato nuovo slancio alla valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico, con il centro storico di San Donato e quello di Galugnano proposti come mete di un turismo culturale attento e consapevole.
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