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Sanarica: pietra leccese e ulivi nel basso Salento adriatico

Sanarica8 ottobre 2026

Sanarica è un comune di circa 1.500 abitanti nel basso Salento adriatico, incastonato tra i comuni di Muro Leccese, Giuggianello, Poggiardo, San Cassiano, Botrugno e Scorrano. Il suo territorio, che supera di poco i 13 km², sorge a 78 metri sul livello del mare in una zona modellata da antiche azioni carsiche: il paesaggio è punteggiato da piccole doline e da un'unica grande conca, la Conca Sant'Angelo, originata dal crollo di una cavità sotterranea. Il nome stesso del paese porta con sé una storia affascinante: l'ipotesi più accreditata lo fa derivare dall'antico termine Senereca, abbreviazione di Senectutem Recans, che in latino significa "colei che porta alla tranquillità". Un'altra tradizione lo ricollega al grico ta asinarica, mentre una terza lettura lo associa all'idea dell'aria sana che si respira in questi luoghi.


Un villaggio nato dalla distruzione di Muro Leccese


Le origini di Sanarica affondano nel periodo compreso tra il IX e il X secolo, quando i Saraceni attaccarono e distrussero il vicino centro di Muro Leccese. I sopravvissuti si dispersero nei territori circostanti, dando vita a piccoli insediamenti che nel tempo divennero borghi autonomi. Fu in questo contesto di fuga e ricostruzione che nacque Sanarica. Il naturalista salentino Cosimo De Giorgi, nell'Ottocento, annotava che il paese si estendeva ordinatamente lungo la via provinciale tra Muro e Poggiardo, con il vecchio palazzo ducale quasi al centro dell'abitato.


Il patrimonio architettonico e religioso


Il cuore sacro di Sanarica batte attorno alla Chiesa Madre della Madonna Assunta, edificata tra il 1605 e il 1611 in conci di pietra leccese lavorati con cura. La facciata è inquadrata da due robuste lesene e si conclude in un frontone mistilineo, al cui centro campeggia la statua della Madonna; sotto di essa, un portale con timpano spezzato e una finestra rettangolare con grata in pietra scolpita seguono lo schema rigoroso del barocco salentino.

Ancora più interessante dal punto di vista storico è la cripta basiliana dell'Assunta, una chiesa rupestre interamente scavata nella roccia, con una pianta a croce greca articolata in una struttura basilicale a tre navate absidate divise da pilastri. Rimasta sepolta per secoli, fu riportata alla luce negli anni Sessanta del Novecento grazie all'impegno del parroco don Francesco Rizzello, restituendo al paese una testimonianza concreta della presenza monastica bizantina in questa parte del Salento.

Un secondo luogo di devozione fondamentale è il Santuario della Madonna delle Grazie, la cui origine si vuole far risalire al XIV secolo. Ricostruito e ampliato tra il 1712 e il 1716 — come testimonia l'iscrizione sul frontone — il santuario ospita l'immagine sacra che Sanarica celebra ogni anno l'8 settembre. Completa il quadro la chiesa di San Salvatore, risalente all'XI secolo, con una struttura basilicale a tre navate terminanti in absidi e un campanile a vela.


Il Palazzo Ducale e il menhir


Nel centro storico si erge il Palazzo Ducale, costruito nel 1559 dalla famiglia Resta sul sito di un castello quattrocentesco che un tempo era circondato da un fossato difensivo. Un'iscrizione sul portone d'ingresso attesta la data e il committente: Domnus Annobal Resta saranocensis. Dell'antico fortilizio rimangono le cortine murarie e alcune tracce dell'impianto originario, ben visibili a chi percorra il borgo con attenzione.

Appena fuori dal perimetro comunale, verso Muro Leccese, si trova una delle presenze megalitiche più curiose del basso Salento: il menhir "Croce di Sant'Antonio", un monolite alto 408 cm con sezione rettangolare di 30×40 cm, posizionato su un doppio basamento quadrato a un quadrivio di strade vicinali. La sua presenza attesta una frequentazione umana di questo territorio che precede di millenni la fondazione medievale del borgo.


Territorio, natura e collegamenti


Sanarica fa parte dell'Unione delle Terre di Mezzo, che raggruppa diversi comuni del basso Salento adriatico. Il suo territorio è attraversato dalla ferrovia della Società FS Sud Est sulla tratta Zollino–Gagliano del Capo. Il paesaggio circostante è dominato dagli oliveti tipici del Salento meridionale, con vaste distese di alberi pluricentenari che in autunno animano il borgo con la raccolta delle olive e la spremitura dell'olio extravergine, principale prodotto agricolo dell'area. La posizione centrale rispetto a Otranto, Gallipoli e Maglie rende Sanarica un punto di partenza ideale per esplorare il Salento più autentico, lontano dai grandi circuiti turistici costieri.

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