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Nardò: piazza barocca, mare cristallino e tremila anni di storia

Nardò7 ottobre 2026

Nardò è una delle città più ricche di storia e di arte del Salento ionico: circa 31.000 abitanti, in provincia di Lecce, con un centro storico barocco di grande qualità e un litorale costiero tra i più belli d'Italia. Il nome stesso evoca secoli di vicende — la città messapica, la colonia romana, il ducato normanno, la contea degli Acquaviva che ha lasciato il segno più profondo nell'architettura e nella cultura della città. Nardò è anche una città d'acqua nel senso più ampio: 22 chilometri di costa ionica con falesie calcaree, grotte marine, torri costiere, insenature e borghi di pescatori.


Il centro storico e il barocco leccese


Il centro storico di Nardò è uno dei più belli del Salento: la Piazza Salandra — con la guglia dell'Immacolata al centro, il palazzo municipale, il Sedile e la cattedrale che si fronteggiano — è considerata una delle piazze barocche più armoniose della Puglia. La Cattedrale dell'Assunzione della Vergine, fondata dai Normanni nell'XI secolo e rimaneggiata in stile barocco nel Seicento, conserva affreschi medievali di grande valore e un'icona della Madonna della Neve venerata dai neritini. Il Palazzo degli Acquaviva d'Aragona — la famiglia che governò la contea di Nardò per quasi tre secoli — è uno degli edifici nobiliari più imponenti del centro storico. Il tessuto urbanistico della città vecchia è punteggiato da chiese, conventi, palazzi signorili e fontane barocche che rendono ogni vicolo una scoperta.


Porto Selvaggio e la natura ionica


A pochi chilometri da Nardò, il Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano è uno dei gioielli naturalistici del Salento ionico. Porto Selvaggio — raggiungibile solo a piedi attraverso un bosco di pini e macchia mediterranea — è una piccola baia rocciosa di eccezionale bellezza, con acque cristalline e fondali ricchi. Il parco protegge un tratto di costa particolarmente integro, con falesie calcaree, grotte marine, aree di macchia mediterranea e la Palude del Capitano, una zona umida costiera in cui il mare penetra tra le rocce creando un laghetto salato ricco di uccelli acquatici. Nelle grotte sottomarine di Porto Selvaggio sono stati rinvenuti reperti preistorici e paleontologici di grande importanza.


Santa Maria al Bagno e l'accoglienza agli ebrei


La frazione di Santa Maria al Bagno — un piccolo borgo marinaro a pochi chilometri dal centro di Nardò — fu, nel secondo dopoguerra, uno dei principali campi di raccolta per i profughi ebrei sopravvissuti alla Shoah che attendevano di emigrare in Palestina. Dal 1944 al 1947, migliaia di ebrei provenienti dai campi di concentramento dell'Europa centrale trovarono rifugio in questo borgo di pescatori, vivendo in un contesto di sostanziale solidarietà con la popolazione locale. Il Museo della Memoria "Oltre il mare" racconta questa storia con documenti, fotografie e testimonianze, rendendo Santa Maria al Bagno un luogo di memoria internazionale.


Santa Caterina, Sant'Isidoro e la costa ionica


Il litorale di Nardò si dispiega per oltre 22 chilometri tra il confine con Gallipoli e quello con Porto Cesareo: una successione di torri costiere cinquecentesche — Torre dell'Alto, Torre Santa Caterina, Torre Sant'Isidoro, Torre Inserraglio — erette dagli aragonesi per difendersi dalle incursioni turche, borghi marinari che sono cresciuti intorno ai piccoli porti della costa, e insenature di una bellezza selvaggia. Santa Caterina e Sant'Isidoro sono le frazioni marinare più frequentate in estate, con spiagge attrezzate e un'offerta turistica ben sviluppata. Ma la vera anima della costa neritina è nei tratti ancora incontaminati, dove la roccia calcarea incontra il mare verde-azzurro dello Ionio in un paesaggio che non ha bisogno di ornamenti.

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